Australia: #4

Sydney

Sarebbe indubbiamente molto più bello percorrere la strada che va da Melbourne a Sydney in macchina godendosi altri paesaggi spettacolari che questo paese ha da offrire, ma per questioni di tempo stavolta si vola in aereo. Un’ora e mezza circa e ci ritroviamo in una delle città più spettacolari al mondo. Il clima è già più caldo rispetto a Melbourne, dove la facevano da padrone gli sbalzi di temperatura, a volte anche di 10-15 gradi da un giorno all’altro. Qui la temperatura sembra essere più regolare. Arrivati già di mattina, non ci resta che andare nel primo pomeriggio a scoprire una delle attrazioni maggiori di Sydney, la mitica spiaggia di Bondi Beach. Ci si arriva comodamente in autobus, ma si può prendere anche un taxi se si è in gruppo. Bondi Beach è un’immensa striscia di sabbia dove c’è posto per tutti, quelli che vogliono solo prendere il sole, i surfisti o i turisti…

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A Sydney c’è tanto da fare, giriamo la città a piedi, che è sempre l’opzione migliore per immergersi davvero nell’atmosfera di questa metropoli esclusiva. In attesa di festeggiare il Capodanno nella zona dell’Harbour Bridge e dell’Opera House, prendiamo un battello che parte proprio da qui vicino e ci fa fare un giro stupendo della baia di Sydney, un’esperienza davvero unica per vedere questa città dal mare e per addentrarsi nelle sue innumerevoli insenature, che sono forse la caratteristica più spettacolare della città. In alternativa, se non soffrite di vertigini, potete godervi il suo panorama dalla Sydney Tower Eye, una torre alta più di 250 metri con due piani girevoli e vetrati in cima.

Inutile descrivere l’atmosfera del Capodanno a Sydney. Un tripudio di luci, colori, spettacolari fuochi d’artificio da tutte le parti, barche che passano di continuo nella baia tutte illuminate e piene di persone in festa che ballano al ritmo della musica. C’è talmente tanta gente che una volta trovato un posticino è meglio non muoversi più. Da notare che l’alcool era bandito. Forse troppo pericoloso….Comunque almeno una volta nella vita vale la pena assistere a questo spettacolo unico.

Da Sydney facciamo anche un’escursione in giornata nella natura incontaminata delle Blue Mountains, dove abbiamo modo di osservare le Three Sisters, particolari formazioni rocciose che raggiungono quasi i mille metri di altitudine. I panorami delle Blue Montains sono davvero mozzafiato: alberi, cascate, rocce e il cinguettio degli uccelli.

Tornando in città, un altro luogo da non perdere a Sydney è Chinatown, tra la Central Station e la baia di Darling Harbour. È la più grande Chinatown dell’Australia, dove è possibile gustare degli involtini primavera e altre specialità asiatiche e, perché no, tuffarsi per qualche ora nell’atmosfera orientale.

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Proseguendo si giunge alla baia di Darling Harbour, ex zona portuale ristrutturata e trasformata in area pedonale, con ristoranti, negozi (c’è anche la sede dell’Hard Rock di Sydney), musei, un acquario, un teatro e imbarcazioni che possono essere visitate. Qualche minuto a piedi e si raggiunge anche il Casino The Star di Sydney, secondo solo a quello di Melbourne.

Per chi ama camminare, Sydney offre spazio in quantità. Ad esempio, partendo da Circular Quay, il porto passeggeri da dove partono le imbarcazioni che fanno il tour della baia, ci si può incamminare lungo l’area pedonale che dà sul mare alla destra del porticciolo, andando verso l’Opera House e magari fermandosi per un drink con vista panoramica sulla baia. Dopo l’Opera House si procede nel verde dei Royal Botanic Gardens, un bellissimo parco con qualche laghetto qua e là. Se avete voglia di camminare ancora, potete dirigervi verso il quartiere Kings Cross, considerata la zona a luci rosse della città. Qui si può osservare la El Alamein Fountain, un monumento dedicato ai soldati caduti nella seconda guerra mondiale ad El Alamein. È la zona a maggiore densità di popolazione dell’Australia dove la fanno da padroni bar, ristoranti e night club.

Tornando per un attimo a Circular Quay, se si guarda sul lato sinistro si vede il mitico Harbour Bridge, forse uno dei luoghi più fotografati al mondo. Per la sua costruzione, ultimata nel 1932, ci hanno rimesso la vita 16 lavoratori. Non tutti sanno che esiste la possibilità di scalarlo. Avete capito bene, scalare il ponte. Sicuramente un’esperienza all’insegna dell’adrenalina, ma occorre prenotare in anticipo, magari prima di recarsi in Australia. Il prezzo non è proprio spartano, quindi attenzione al budget!

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Per gli amanti dell’arte e dell’architettura, la St Mary’s Cathedral in stile neogotico vale sicuramente la visita. Da Circular Quay si raggiunge a piedi in 15-20 minuti. Sydney è piuttosto vasta, ma le maggiori attrazioni si possono raggiungere benissimo a piedi, pigrizia permettendo ovviamente. Anche le vie shopping non sono lontane da qui. Partendo proprio dalla cattedrale, basta seguire la Sydney Tower Eye e in poco più di 5 minuti avrete a portata di mano una bella manciata di negozi e grandi marchi.

È un peccato dover ripartire, a Sydney ci sarebbe tanto altro da vedere, come ad esempio la zona a nord dell’Harbour Bridge. Ma ci accontentiamo di ammirarla dall’aereo durante il decollo. La vista sulla baia è davvero mozzafiato. Ciao Sydney!

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Australia: #3

Australia: #3

Great Ocean Road – Torquay

Decidiamo di percorrere la strada panoramica lungo la costa, passando da Torquay e successivamente risalendo lungo la baia di Port Philipp. Il viaggio dura all’incirca 3 ore, sono quasi 200 km, decidiamo quindi di fare una piccola sosta-pranzo a Torquay. La giornata è piuttosto ventilata, ma riusciamo comunque a scattare qualche foto mentre facciamo un breve picnic di fronte al mare. Torquay è la capitale australiana del surf ed è proprio qui che termina la Great Ocean Road.

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Melbourne

Melbourne è vicina. Dopo giorni trascorsi in mezzo alle bellezze paesaggistiche di parchi, spiagge e strade panoramiche arriviamo nella prima grande metropoli. E ce ne accorgiamo molto presto, gli imponenti e moderni grattacieli si scorgono già da lontano. È incredibile quanto si sia sviluppata questa città negli ultimi anni, a detta di molti persino da far concorrenza alla molto più gettonata (almeno all’estero) Sydney.

Ma Melbourne non è solo gratttacieli e spazi immensi. Non mancano grandi parchi, aree naturali, un bellissimo lungomare, i caratteristici edifici del centro storico, i mitici tram, il fantastico stadio di cricket e il fascino del fiume Yarra che la attraversa, lungo il quale sorgono esclusivi locali, alcuni dei quali adagiati proprio sul fiume. La sera lo skyline con le luci fa da cornice all’atmosfera rilassata e felice che si respira in questa città dal carattere composto.

A Melbourne rimaniamo 4 giorni, soggiornando a casa di conoscenti nella periferia orientale della città. Quanto basta per assaporarne la sua voglia di crescere e stupire. In questa città, tagliata in due dal fiume Yarra, il tempo è estremamente variabile, in un solo giorno si passa da temperature invernali a temperature estive.

Dall’Eureka Tower è possibile avere una bellissima panoramica su tutto lo skyline della città e osservarne la sua bellezza dall’alto dei suoi circa 300 metri. Si ha la possibilità di entrare in un cubo di vetro sporgente con il pavimento trasparente, chiamato “The Edge”, dove si ha l’impressione di cadere giù nel vuoto. Un’esperienza da evitare per chi soffre di vertigini….

Abbiamo inoltre la fortuna di assistere anche ad un match di cricket. Qui scopriamo con nostro grande stupore che una partita di cricket può durare anche 4-5 giorni. Quindi diciamo che ci basta vivere l’atmosfera dello stadio per qualche oretta, dato che non siamo proprio appassionatissimi di questo sport, che ci sembra così complicato, ma sicuramente bello per chi se ne intende.

Nel quartiere St Kilda, sulla baia di Port Philipp si possono osservare yacht, appassionati di windsurf, oppure prendere semplicemente il sole negli stabilimenti balneari. Un’interessante attrazione è rappresentata dal Luna Park storico, con il suo ingresso faccia di un clown.

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Per chi ama la vita notturna, Melbourne è il posto ideale. C’è infatti una miriade di localini carini, discoteche, pub e ristoranti. E per chi ha voglia di vincere – o perdere – un po’ di denaro nel quartiere di Southbank, la riva sud del fiume Yarra, è presente anche il casinò “Crown”. Insomma non manca proprio nulla in quella che nelle classifiche internazionali risulta quasi ogni anno una delle città più vivibili al mondo.

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Australia: #2

Australia: #2

Great Ocean Road (GOR)

È la vigilia di Natale. Dopo esserci svegliati di buon’ora nel bel mezzo del Grampians National Park (siamo a Halls Gap, villaggio di circa 300 anime!) e aver trovato fuori dalla porta canguri, bellissimi uccelli e addirittura piccoli caprioli ma anche coniglietti che saltellavano qua e là, ci dirigiamo verso l’Aboriginal Cultural Center che si trova a qualche chilometro dall’hotel. Qui, oltre a qualche canguro saltellante nel bosco adiacente, possiamo osservare all’interno del padiglione dei reperti aborigeni e leggere un po’ la storia di questo popolo, oltre ad osservare qualche boomerang e altri utensili utilizzati dalla popolazione aborigena.

All’uscita ci dirigiamo in macchina di nuovo sulla strada percorsa la sera prima per andare a visitare un paio di “must” del posto: le bellissime cascate McKenzies Falls, il panorama mozzafiato offerto dal Reed Lookout (in realtà ci sarebbe anche il Boroka Lookout lì nelle vicinanze, ma per questioni di tempo ne vediamo solo uno). Dal Reed Lookout partono dei sentieri in mezzo ai boschi che portano direttamente ai balconies, delle rocce sporgenti che formano uno spettacolare balcone (appunto il nome) naturale con vista sul parco. Le McKenzie Falls si raggiungono con una passeggiata lungo un sentiero che porta verso il basso in una vallata dalla quale è possibile fare fantastiche foto per poi risalire. Purtroppo lungo il sentiero si vedono i resti degli alberi distrutti dei devastanti incendi degli ultimi anni, ma alla fine ne vale la pena.

 

Si riparte in direzione Sud verso la Great Ocean Road, ca. 250 km di strada tortuosa ma super-panoramica da Warrnambool a Torquay. Prima di raggiungerla, però, facciamo tappa al Mt. William, a quasi 1200 m di altitudine. Ci si arriva percorrendo una strada stretta e piena di curve, parcheggiando l’auto in un parcheggio apposito e camminando in salita per ca. un’oretta sotto il sole (insomma non proprio una passeggiata), ma, inutile dirlo, ne vale la pena, soprattutto per l’aria che si respira, il paesaggio che si può osservare e i tesori della natura.

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Ci dirigiamo verso Warrnambool, prima tappa della Great Ocean Road. Sono ca. 160 km di macchina lungo strade dapprima circondate dalla foresta interminabile del Grampians (purtroppo ai lati della strada si vedono qua e là dei canguri morti investiti da auto o camion), poi da terreni deserti e desolati. In alcune parti la strada diventa strettissima, ma ancora percorribile.

A Warrnambool ci fermiamo solo a comprare qualcosa da mangiare in un supermercato sulla strada (domani è Natale e non si sa mai, probabilmente sarà tutto chiuso). La Great Ocean Road è in pratica un monumento dedicato agli australiani caduti nella Prima Guerra Mondiale, costruito tra il 1919 e il 1932 dai soldati superstiti, e rappresenta il più grande monumento di guerra a livello mondiale.

Che dire, la vista è mozzafiato. Prima tappa: il London Arch (prima chiamato London Bridge), una roccia che formava uno splendido arco naturale fino al gennaio del 1990, quando crollò sotto gli occhi dei turisti, per fortuna senza mietere vittime. Seconda tappa: i Dodici Apostoli, una delle più spettacolari attrazioni naturali di tutta l’Australia, delle rocce formatesi col passare dei secoli grazie all’erosione provocata dalle acque oceaniche, erosione che ha causato anche il crollo di alcune di esse (l’ultima nel 2005), al punto che ormai ne sono rimasti solo otto di apostoli.

Fa freddino, il vento dell’oceano si fa sentire. Ci si rimette in macchina e si parte alla volta di Apollo Bay, la prossima destinazione, dove è previsto un pernottamento di due notti. È buio e la strada tortuosa passa anche attraverso il Great Otway National Park, rendendo ancora più difficile la guida. La stanchezza si fa sentire, ma Apollo Bay è vicina. A domani.

Apollo Bay

Apollo Bay è piccolina, a misura d’uomo, qualche ristorantino e qualche localino qua e là, ma è il giorno di Natale, è quasi tutto chiuso, a parte un piccolo supermercato all’angolo e qualche ristorante indiano o cinese. Si va in spiaggia, l’acqua non è proprio calda, manca il coraggio di farsi il bagno, ma dopo una mezz’ora di corsetta lungo il bagnasciuga, il tuffo in acqua ci sta tutto.

Festeggiare il Natale in spiaggia col panettone è un’esperienza particolare, ma devo dire che il Natale non sembra sentitissimo qui, è visto con meno rigidità rispetto alle nostre latitudini. Vedi qualcuno per strada col cappellino di Babbo Natale, qualche decorazione alle finestre e un salvagente in spiaggia dalla forma di albero di Natale, ma niente di più. La sera troviamo quasi tutto chiuso, per fortuna riusciamo a trovare qualcosa per mangiare una pizza (dalla qualità discutibile) al volo con birra australiana.

Il giorno dopo si riparte, stavolta in direzione Melbourne.

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Australia: #1

Australia: #1

Quando ho prenotato i biglietti per l’Australia non potevo crederci….anzi fino ad un paio di settimane prima non potevo crederci ancora…solo quando la data della partenza si avvicinava ho iniziato a realizzare quello che stavo per fare: il viaggio della vita, quello sognato da piccolo, il secondo viaggio da sogno dopo il Canada. Non che dopo aver visitato Canada e Australia potessi anche morire però, anzi….ci tornerei anche altre diecimila volte per visitarne ogni angolo, ma per quello non basta una vita.
Tornando al viaggio, senza dilungarmi in discussioni troppo filosofiche, per dirla subito con poche parole riassuntive: l’Australia non ha deluso le aspettative! Anzi….credo che le foto e queste mie descrizioni non potranno mai descrivere le emozioni provate sul posto, alla vista di quella natura speciale, di quei colori unici, di quell’atmosfera nuova e diversa dalla nostra piccola Europa. Paesaggi sconfinati, strade lunghissime, deserte e meno deserte, canguri, koala e tanto altro, per finire con il paradiso terrestre a pochi chilometri dalla costa: la barriera corallina! E pensare che prima di partire non era tra le mie priorità, volevo vederla sì, ma avrei anche rinunciato se non ci fosse stato tempo. E invece col senno di poi posso dirvi che avrei commesso un errore immenso, perché si è rivelato forse il vero highlight del viaggio. O forse no. Non lo so, non voglio fare classifiche, mi è piaciuto tutto, ogni cosa ha avuto un suo perché: la bellissima baia di Sydney, i fuochi di Capodanno visti proprio accanto all’Harbour Bridge con l’Opera House sullo sfondo, la bellissima spiaggia di Bondi Beach, la molto ordinata, moderna e sportiva Melbourne, la piccola Adelaide, la turistica e “surfistica” Gold Coast, la vitalità di Cairns, il carattere tropicale della zona intorno a Port Douglas.

Prima tappa: Adelaide

Si parte da Zurigo con l’Airbus A380, il gigante dei cieli per intenderci! Dopo circa 6 ore si fa tappa a Dubai, ma senza sosta lunga, solo due orette, giusto il tempo di sgranchirsi un po’ le gambe camminando all’interno del Terminal. La tratta Dubai-Adelaide è con volo diretto, stavolta con aereo Boeing più piccolino, sono circa 12 ore di volo senza sosta, passando sull’India e poi in pieno Oceano Indiano. L’atterraggio ad Adelaide avviene verso le 21:00 di sera, l’emozione di mettere piede in terra australiana è forte. Qui non è ancora buio, si atterra quasi col tramonto, dall’alto si riesce a scorgere la città.

Fa caldo, ma non troppo, rispetto alle temperature rigide di Zurigo però la differenza è enorme.

Adelaide non è una grandissima città, perlomeno rispetto a quelle che visiteremo nei giorni seguenti. È un posto piuttosto tranquillo, famoso soprattutto per le colline circostanti, tra cui troviamo le famosissime Adelaide Hills, divenute una delle più note regioni vitivinicole al mondo. Da vedere anche Hahndorf, piccolo paesino tedesco (si, avete capito bene, tedesco) situato a meno di mezz’ora di macchina dal centro di Adelaide. Qui è possibile bere una bella birra tedesca e camminare tra bandiere bavaresi e australiane, anche se il luogo sembra piuttosto “turistico”.

Grampians National Park

Eccoci finalmente “on the road”, che poi forse è il modo più bello per godersi il viaggio, per apprezzare appieno i paesaggi e il contatto con i luoghi che si attraversano, senza essere catapultati (ad esempio in aereo) da un posto all’altro, magari a migliaia di chilometri di distanza senza aver visto cosa c’è nel “mezzo”, quello che unisce luogo di partenza e luogo di destinazione.

La guida a destra è il primo choc da superare. Solo a pensarci, prima di partire ci avrei messo la mano sul fuoco che qualcosa sarebbe andato storto, del tipo che mi sarei lanciato sulla corsia opposta senza accorgermene facendo danni. E invece, udite udite, è andato tutto liscio come l’olio. Dopo qualche chilometro ci si abitua anche alla guida a destra.

Dopo ca. 5 ore ci addentriamo nel fantastico Grampians National Park, un parco nazionale avvolto in un magnifico paesaggio naturale fatto di foreste, cascate, canguri che saltellano qua e là, anche in mezzo alla strada mentre la si percorre, il che ti costringe a rallentare per non mietere vittime e allo stesso tempo a goderti il paesaggio offerto dalle bellezze circostanti. Siamo già nello Stato di Victoria. Lungo la strada che porta fin qui i colori sono magnifici, sullo sfondo un cielo di un azzurro intenso che funge da palcoscenico perfetto.

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La battaglia di Morat

La battaglia di Morat

Famosa dal punto di vista storico soprattutto per la battaglia di Morat, Murten, o appunto Morat, come la chiamano i parlanti di lingua francese (che qui rappresentano ca. il 13% della popolazione), è una cittadina di seimila abitanti che si affaccia sull’omonimo lago, un piccolo laghetto situato alle spalle di una collina coltivata a vitigni che lo divide dal più grande lago di Neuchâtel. Continua a leggere

Fado…a Lisbona

Fado…a Lisbona

Lisbona. La città del Fado….Situata alla foce del fiume Tago, la città dei sette colli, come viene chiamata qui, da non confondere con l’altra città dei sette colli, è un mix di bellezza, storia, architettura, arte, cucina, vita all’aperto, incontro di culture, relax e fado. Pensare che da qui partirono moltissimi dei viaggi di esplorazione tra il 15.mo e il 17.mo secolo, tra cui quello del portoghese Vasco da Gama verso l’India, le cui spoglie si trovano nel monastero dos Jerónimos nel quartiere di Belém. Continua a leggere

Neuchâtel tra lago e vigneti

Neuchâtel tra lago e vigneti

Adagiata sulle rive dell’omonimo lago, la cittadina di Neuchâtel è una vera bomboniera della Svizzera francese. Situata in una posizione alquanto strategica, Neuchâtel, in italiano Neocastello, conta circa 30.000 abitanti e può essere visitata interamente a piedi, se si ha voglia di camminare. La parte più ripida è rappresentata dalla piccola collinetta sulla quale si trova il castello e la chiesa della collegiata, una bellissima opera la cui costruzione fu ultimata nel XIII secolo. Continua a leggere

Castello di Chillon

Castello di Chillon

Arrivi a Losanna in treno e ti accorgi subito che qui si respira un’altra aria, c’è un’atmosfera del tutto diversa, la rigidità della Svizzera tedesca si trasforma nella rilassatezza e nella spensieratezza degli abitanti. Ma non solo. Qui tutto ha un altro aspetto, l’architettura, la natura, il clima, e non da ultima la lingua. Continua a leggere